Letteratura

Il viaggio di Ulisse in Campania

sirene1Tutte le letterature, di tutti i tempi, si sono interrogate su Odisseo, meglio conosciuto come Ulisse, forse il più amato tra gli eroi omerici. Libri su libri sulla sua curiosità, la sua virtù e il suo temperamento così squisitamente umano. Non basta. Da sempre, fior di storici hanno cercato di disegnare delle x su ipotetiche cartine geografiche per coordinare definitivamente la sua odissea lungo le coste mediterranee. Scheria, Ischia, la Sicilia, Capri, tutti luoghi della nostra mitologia che solleticano e solleticheranno l’innato senso realistico, comune ad ogni studioso, di voler necessariamente contestualizzare una “favola” immortale. Dove finisce la fantasia e comincia la storia? Si possono ancora condurre ricerche lungo le coste campane sulle tracce del “diro Ulisse”? 

Ci ha provato Elena Scuotto, docente di Letteratura Latina presso l’università degli studi di Napoli Federico II, nel suo saggio Il viaggio di Ulisse in Campania. Tra mitologia, tradizioni popolari e geografia dei luoghi, pubblicato da Bel-Ami Edizioni. È proprio la Professoressa a parlarmene tra le pareti del suo studio nel dipartimento di Filologia classica Francesco Arnaldi dell’Università di Napoli.

Come nasce la ricerca su Ulisse in Campania?
La genesi di questa ricerca è da ricondursi ad un’indagine di ampio respiro e di natura prettamente economica chiamata “ Progetto Ulisse”  affidata dalla Regione Campania al Polo delle Scienze Umani e Sociali dell’Università “Federico II” di Napoli, e più nello specifico alla Facoltà di Economia. L’intento era quello di rivalutare dal punto di vista soprattutto turistico e quindi economico non solo il litorale propriamente campano, ma anche il litorale cilentano. Per ottenere questo risultato occorreva riportare il viaggio dell’eroe greco sulle nostre coste: il mio tentativo è stato quello di  riappropriarsi della figura  di Ulisse, del suo viaggio  nelle nostre zone (Pozzuoli, Campi flegrei, la costa di Positano, tutta la costa del Cilento fino e oltre Palinuro) e  di ridare spessore alle tantissime leggende locali che, in nome  e in ricordo di questo viaggio, si sono moltiplicate e tuttora vivono.

Il lavoro si discosta dalla ricerca di filologia classica, che è il suo originale campo di indagine, ma sembra procedere seguendo percorsi sia letterari che antropologici e geografici. Qual è stato l’approccio utilizzato?
Se è vero che  il mio lavoro si discosta dalla ricerca filologica in senso stretto, questo non significa che io non abbia iniziato proprio dalle testimonianze antiche. Infatti sono stati rilette e collazionate  le fonti letterarie sia latine che greche  (ad es. Esiodo Igino, Licofrone, Apollonio Rodio, Igino, Strabone, Stesicoro, Ovidio, Servio) che, a seconda della lettura e dell’interpretazione che se ne  dà, collegano il viaggio di  Ulisse al territorio campano. A questo approccio si sono aggiunte le letture di monografie che rappresentano punti di riferimento significativi per una ricerca sul percorso e sul viaggio di Ulisse raccontato da Omero. Basti pensare all’opera di V. Bèrard, J. Bèrard, N. Douglas, Beloch, D. Musti, D. Page, A. Maiuri, sino al più recente Malkin , del 1998 e tradotto solo nel 2005, e al recentissimo Bettini-Spina del 2007. A queste letture se ne sono aggiunte molte altre, che seppure meno significative dal punto di vita filologico hanno contribuito a farmi comprendere quanto il mito del passaggio di Ulisse in Campania avesse attecchito nella memoria della gente e dei luoghi. A questo proposito è stata compiuta un’indagine direttamente nei comuni interessati, anche  attraverso interviste e la ricognizione di leggende tramandate oralmente e di eventi organizzati in queste zone e riconducibili al ricordo di Ulisse.

Storia e mito si intersecano ne Il viaggio di Ulisse in Campania. Quanto è rimasto del mito di Ulisse nei luoghi oggetto di indagine?
Certamente, come ho detto, in questi luoghi il ricordo del passaggio di Ulisse è a tutt’oggi presente. Sul litorale flegreo, nella penisola sorrentina e più a sud nel Cilento, sono fiorite  leggende, racconti che non solo tengono conto dei miti omerici e del viaggio di Ulisse ma rappresentano anche una trasformazione del mito stesso divenendo patrimonio di cultura locale che si tramanda da oltre tre millenni, a volte anche per tradizione orale.

La letteratura può anche essere una risorsa per il turismo locale. Questo aspetto si evince anche in Ulisse sulle coste campane?
Questa ricerca ha avuto inizio proprio sulla base di un progetto di valorizzazione turistico delle coste campane. Certamente l’idea di valorizzare  il nostro territorio partendo dalla rilettura di un classico letterario potrebbe essere vincente. Se i comuni in questione riuscissero a consorziarsi e prevedere un percorso di Ulisse o una crociera di Ulisse, si potrebbero attirare soprattutto turisti stranieri: non dimentichiamo che nel territorio che potrebbe definire del viaggio di Ulisse in Campania sono presenti molto evidenze archeologiche, sia nella zona flegrea che nella zona del Sorrentino, di Velia e del Cilento.

Riferimenti bibliografici
E. Scuotto, Il viaggio di Ulisse in Campania. Tra mitologia, tradizioni popolari e geografia dei luoghi, Bel-Ami Edizioni 2009

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