Musica

Amarcord di un Mondiale

thewhitestripes-elephantIl campionato mondiale di calcio 2010 è ormai finito.
Bandiere spagnole in festa e il romantico bacio tra un commosso capitano vittorioso e la sua bella fidanzata giornalista sono le immagini conclusive dell’happy end di questa estate calcistica.
A noi italiani sconfitti non resta che ricordare quello vincente del 2006 e rivivere quei momenti di gloria popolare con nostalgica commozione. Il flusso dei nostri ricordi collettivi ha una colonna sonora ufficiale: il trionfo nazione fu infatti sugellato da un motivetto martellante ma estremamente coinvolgente.

Sto parlando del “po-po-po-po-po-po-po” popolare, cioè di Seven Nation Army, dei White Stripes. La storia ha inizio così: qualche mese prima del Mondiale 2006, i tifosi della Roma si recano in trasferta in Belgio dove la tifoseria del Bruges intonava la citata canzone. Tornano in Italia e la cantano anche loro: il riff diviene poi il coro della tifoseria della nazionale di calcio italiana. Un coro da stadio che ha decretato il successo di una band e offerto l’occasione ai più curiosi di conoscere un ottimo album, Elephant.

White Stripes sono due, ex marito e moglie, i cui nomi in arte sono Jack White e Meg White. Il punto di forza della band americana è un rock abbastanza energico ed innovativo, che si fonda essenzialmente sulla chitarra di Jack e la batteria di Meg; sono gli strumenti dominanti, seppur i due sono in grado di suonare basso, pianoforte, tamburo e percussioni, strumenti a cui spesso accedono per diversificare il proprio lavoro.

Elephant è l’album più sorprendente: prevale la batteria, il cui vigore offre grande vitalità ai pezzi. Immediatezza delle canzoni, voce spesso strozzata, richiami blues adattati ad un rock moderno, chitarre vibranti e addirittura dolci melodie fanno il resto. Una produzione molto particolare che va ben oltre le gloriose note di Seven Nation Army: da You’ve Got Her In Your Pocket ad Hypnotise si passa dalla dolcezza e l’armonia dei suoni alla “violenza” che il rock può esprimere. Un approccio eterogeneo per un album che difficilmente stanca. Da ascoltare e riascoltare.

Riferimenti discografici
The White Stripes, Elephant, 2003

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