Teatro

Cryptae, site-specific per i misteri di Napoli

LOCANDINA-no-sponsor-150x150All’interno del mondo del teatro, il site-specific si configura come uno spettacolo che ha una molteplice funzione. In primo luogo si allontana dalle forme tradizionali prediligendo performance che vedono nel luogo la loro specificità. In seconda istanza, attraverso la messa in scena, si possono rivalutare e far scoprire luoghi ben definiti, utilizzandoli in maniera altra rispetto la loro funzione principale.

Napoli si presta molto, specialmente con i suoi luoghi di culto, a questa forma di teatro. Negli ultimi tempi, molti sono stati gli esempi di site-specific: si pensi alle produzioni del Teatro Festival Italia 2009 come Monaciello di Andy Arnold, nella Napoli sotterranea, o, per l’edizione di quest’anno, il Delitto e Castigo diretto da Gaetano Ventriglia nei Quartieri Spagnoli o Mezza-Porta, per la regia di Claudio Di Palma, sulle scale del Petraio.

In questo contesto, al di fuori del Teatro Festival Italia, si inserisce lo spettacolo Cryptae – Alchimie della Sopravvivenza. La produzione va ben oltre il site-specific, poiché di luoghi scelti ve ne sono addirituttra tre: il museo della Cappella di San Gennaro, la Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio e il Museo di Anatomia. Si crea così un percorso attraverso queste tre tappe e la Napoli popolare che deve condurre lo spettatore attraverso un itinerario che testimonia il rapporto conflittuale del popolo napoletano rispetto superstizione, fede e ragione. Tema centrale è la sopravvivenza che si sviluppa in maniera diverse. Nella prima tappa assistiamo alla persistenza della superstizione, inscenata, non a caso, in maniera tecnologica e multimediale all’interno del Museo di San Gennaro con video, tutti realizzati ex-novo, che raffigurano il Monaciello, la Bella ‘Mbriana, entrambi memori di Matilde Serao, la Janara e ovviamente San Gennaro. La memoria è alla base della seconda tappa, probabilmente la migliore, sicuramente la più evocativa, nell’ossario della Chiesa delle Anime del Purgatorio. La cura e quindi la scienza, infine, trovano spazio nell’Aula Magna di Anatomia a pochi passi dal Museo di Anatomia, in cui si ritorna ad una forma di teatro quasi tradizionale.

Cryptae risulta a tutti gli effetti un site-specific, ma, a ben guardare, se ne discosta anche, ponendosi a metà strada tra questa forma e quella dell’istallazione multimediale tanto cara a Peter Greenaway. Di positivo, oltre il valore artistico, la (ri)scoperta di luoghi e la loro valorizzazione. Cosa questa di cui una città come Napoli ha sicuramente bisogno.

Tags: , , , , , , , , , , ,